Se anche voi siete alle prime armi, e vi state interessando a comprare un Pitone reale,vi sarà capitato di chiedervi quanto spesso questi serpenti fanno la muta. Abbiamo scritto questo articolo per rispondere alle vostre domande e soddisfare le vostre esigenze.
Ogni quanto il Pitone Reale fa la muta? La frequenza con cui tale specie di serpente va incontro a muta è strettamente legata all’età. I pitoni in pieno sviluppo mutano pelle ogni 3 o 4 settimane; divenuti adulti, la frequenza della muta può avvenire anche dopo periodi molto più lunghi che superano le 6 settimane.
Il pitone reale, Python regius, come tutti i serpenti, cresce costantemente nell’arco di tutta la propria esistenza. La sua pelle non è dotata di capacità elastiche e rigenerative, per questo motivo il serpente è costretto a crearsi un nuovo “involucro” quando il precedente non è più in grado di contenerlo.
Il Pitone Reale ha una rigenerazione cellulare molto rapida nei primissimi anni di vita. Per questo motivo la muta degli esemplari giovani avviene con una frequenza maggiore rispetto a quella degli esemplari maturi.
Quali sono i segnali che precedono la muta?
Le tipologie di segnali cui è necessario prestare attenzione per prevedere l’imminente muta del proprio Pitone Reale appartengono a due categorie: segnali comportamentali e segnali fisici.
I segnali comportamentali sono oggettivamente complicati da individuare. Il Pitone potrebbe rifiutare il cibo offertogli tanto amorevolmente dal proprietario: un campanello di stress molto generico, da solo insufficiente per ricondurre direttamente ad una mera questione di muta.
Anche l’irritabilità e il tentativo di evitare ogni tipologia di contatto sono risposte normali ad una vasta gamma di problematiche, tra cui il cambio muta. Dunque anche in questo caso riuscire a notarle non consentirebbe comunque di ricondurre direttamente all’evento in questione. Senza considerare il fatto che la natura schiva e timida del Pitone può facilmente mascherare l’individuazione di questi due comportamenti.
I segnali fisici sono invece più semplici da individuare, basta fare un pizzico di attenzione. In determinati momenti della muta si possono notare variazioni del colore di varie parti del corpo del serpente.
Potete notare variazioni del colore del ventre del vostro animaletto domestico che inizierà a tendere verso il rosa; variazioni dei colori della pelle, che si fanno marcatamente più sbiaditi e variazioni del colore dell’occhio, che acquisisce una caratteristica sfumatura blu.
Quali sono le fasi della muta?
La muta non è un processo rapido come il cambio d’abito praticato da noi esseri umani ma avviene nell’arco di quasi due settimane.
Quando il Pitone Reale sente che è arrivato il momento di passare a una veste più ampia, inizia a secernere del liquido linfatico immediatamente sotto la superficie della propria pelle e parallelamente inizia a formare la nuova.
Questo è il momento in cui notiamo il ventre tingersi di rosa e i colori del resto del corpo opacizzarsi.
Alla fine della prima settimana notiamo la perdita della lucentezza delle palpebre e le loro sfumature blu. Se vi state domandando: è proprio vero che anche le palpebre del nostro animaletto strisciante vanno incontro a muta? La risposta è sì, anche le palpebre fanno la muta.
A questo punto il liquido linfatico viene riassorbito, in questa fase è praticamente impossibile notare cambiamenti rispetto al nostro Pitone “originale”; anche se talvolta in questa fase può avvenire un lieve passaggio a gradazioni di colore più scure.
Tra il decimo e il dodicesimo giorno avviene ciò che comunemente identifichiamo con il termine muta.
Il serpente ricerca superfici di contatto sulle quali sfregarsi per permettere la rottura e lo scivolamento della vecchia pelle che viene abbandonata, ormai sostituita da una più adatta alle nuove dimensioni ed esigenze dell’animale cresciuto.
Per rendervi più chiara l’immagine di ciò che avviene, immaginate la pelle del serpente come la stoffa di un calzino: mentre il pitone si muove, la pelle si rivolta come quella di un calzino e piano piano viene abbandonata indietro.
Questa fase in genere richiede pochi minuti, se il vostro esemplare è poi particolarmente timido sarà molto molto difficile che riusciate ad assistere al processo in qualità di spettatori.
Quale comportamento adotta il pitone reale nel periodo della muta?
Come abbiamo già sottolineato nei precedenti paragrafi il Pitone Reale, all’avvicinarsi della muta, vede sopraggiungere un periodo di stress. Durante tale periodo perde frequentemente l’appetito e richiede assai poco compagnia, preferendo restare al riparo da sguardi indiscreti.
Questo perché il periodo della muta è un periodo di relativa vulnerabilità del serpente: il suo corpo durante il processo acquista una particolare e fastidiosa sensibilità.
Inoltre la muta della palpebra causa una parziale e momentanea cecità all’animale; tale cecità, come è facile intuire, non contribuisce ad aumentare la tranquillità dello stesso. Per questo motivo è importante accorgersi del sopraggiungere della muta ed evitare di manipolare il nostro rettile in un periodo durante il quale le nostre amorevoli carezze verrebbero percepite come tutt’altro che rilassanti.
Anzi, è necessario mostrare particolare attenzione, poiché anche se i Pitoni Reali sono celebri per la loro pacatezza, possono rispondere con aggressività giunti al limite di sopportazione delle nostre premure.
Quali possono essere le problematiche legate alla muta?
In seguito ad una muta ottimale, la pelle abbandonata dal Pitone Reale dovrebbe dar vita ad un “foglietto” unico che ricalca perfettamente il serpente originale. Può capitare, tuttavia, che il nostro pitone reale vada incontro ad una muta parziale, abbandonando pellicole di varie dimensioni qua e là nella teca.
Se questa ipotesi si verifica con continuità la causa potrebbe essere da ricercare in un eccessivo livello di stress causato al serpente durante il periodo della muta stessa o più plausibilmente ad una carenza di umidità, della quale il serpente ha fondamentale bisogno per riuscire ad effettuare un distacco adeguato della pelle da cambiare.
Sarebbe opportuno utilizzare un vaporizzatore, o avvicinare dell’acqua alla fonte di calore che utilizziamo per riscaldare la teca. Questo dovrebbe permettere all’ambiente di mantenersi intorno al 70% di umidità, valore ottimale nel periodo della muta.
Consigliamo inoltre di dotare gli spazi in cui vive il pitone, di una bacinella d’acqua, nella quale esso può immergersi, anche parzialmente. Questa procedura sembra portare un effettivo sollievo al serpente, che appare piacevolmente confortato dal contatto con l’acqua.
Qualora si assista ad una muta parziale, bisogna assicurarsi che lembi di pelle vecchia non restino a contatto con la palpebra e la coda, zone particolarmente sensibili a episodi di irritazione, infezione e necrosi. In questi casi, se un bagnetto non aiuta il distacco, basterà contattare il veterinario.
Domande Frequenti
Perché avviene la muta?
La muta, o ecdisi, è un processo del tutto naturale per i serpenti, i quali hanno una pelle con caratteristiche differenti dalle nostre. La pelle dei rettili non possiede particolari doti di elasticità e non riesce a seguire la crescita delle dimensioni del corpo dell’animale. Un Pitone Reale vive, in condizioni ottimali, anche 30 anni e durante la sua vita le dimensioni aumentano continuamente (rallentando con l’età, fino a 150 cm circa). Il serpente non riesce ad adattare la vecchia pelle alle nuove dimensioni che pian piano va acquisendo, quindi crea una nuova pelle con le caratteristiche di cui ha bisogno.
I pitoni reali mangiano la propria pelle dopo la muta?
I pitoni reali non mangiano la propria pelle in seguito alla muta. Se ti è capitato di non trovarla, sicuramente è perché non c’è mai stata. I motivi più frequenti sono:
- Il tuo serpente non ha ancora effettuato la muta. Se sei sicuro di trovarti nel periodo giusto abbi un attimo di pazienza, non è facile come sembra. Probabilmente tra un paio di giorni troverai la pelle vecchia nel tuo terrario.
- Il tuo serpente ha deciso che per questa volta è meglio tenersi la sua vecchia pelle. Pitoni particolarmente stressati possono posticipare il periodo naturale della muta aspettando “tempi migliori”.
Effettuare la muta è un processo doloroso?
Si pensa che la muta non sia un processo doloroso, tuttavia non è considerato nemmeno un processo piacevole. Il termine corretto è probabilmente “irritante”. Il serpente tende a muoversi poco ed evita i contatti e gli incontri. Evidentemente la sensazione che prova è fastidiosa e l’immersione in acqua sembra attenuare le pene che si provano nel diventare grandi.